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01/24/11 at 22:49Ciao Romina, questa tua immagine l’ho vista anche in un altro sito fotografico e mi ha sempre attirato dandomi una sensazione positiva , ma anche di incertezza e di riflessione. Positiva perche’ non si puo’ non essere catturati da quel ross...o molto di impatto visivo e dall’insieme ben costruito e tecnicamente ben fatto. Poi pero’ , quando una foto mi attira in modo particolare, cerco di capire i suoi elementi interni, le loro relazioni, in base anche ad un’eventuale titolo o prefazione…e qui comincia la mia riflessione e la mia incertezza. Leggo gli altri commenti ma leggo elogi senza un perche’ e allora mi chiedo perche’ questa immagine attira, colpisce? Sicuramente molti si sono fermati in superficie (questo e’ cio’ che la velocizzazione dei nostri tempi ha portato), e la superficie di questa immagine e’ molto piacevole, intrigante, poi pero’ se guardo meglio ,tenendo presente la tua prefazione e il tuo titolo, trovo elementi che rendono questa immagine molto interessante per l’apparente contraddizione dove in superficie si respira un’aria molto intimistica che lascia andare verso una percezione di lieve drammaticita’ , ma poi sussistono elementi che rendono l’immagine l’opposto e cioe’ con un segno di vitalita’, di speranza, di voglia di vivere la vita. Subito mi ha attirato la lettera molto evidente “w” e il colore “rosso” che insieme mi danno il senso della forza, di energia,della gioia che trovo contrapposta al gesto della persona molto intimistica e dalla percezione di un senso di abbandono non solo su se stesso,ma anche verso l’esterno. Questa persona e circondata da un colore che esprime forza quindi la senzione diventa di uno stato intimo ma di rinascita, il tutto all’interno di una “cornice” che sembra abbia la funzione di protezione, quasi un senso di estranieta’ dal mondo esterno che e’ tutto cio’ che sta fuori da quella “cornice”, da se stesso, e cioe’ quel muro che da’ la sensazione di durezza, di difficolta’ con pero’ un segno di speranza dato dalla lettera “w”. All’interno dell’area protetta, la “cornice” esiste un luogo dove c’e’ molto biancore che circonda tra l’altro la persona rannicchiata su se stesso quasi a voler dare un senso di purificazione e di positivita’ ad un percorso di vita (la scala) molto duro fatto anche di situazioni molto pesanti (zone scure). Detto questo trovo il titolo un po’ forviante nel senso che “assenza” e’ qualcosa che si percepisce ma che non e’ evidente ,lo vedo piu’ come un vuoto che fa percepire una presenza o una sensazione, qui e’ tutto evidente e non c’e’ “vuoto”.Mentre la prefazione la trovo inerente a quanto ho percepito che pero’ non trovo collegabile al titolo, forse “vita interiore” sarebbe stato piu’ vicino a cio’ che almeno io ho percepito, comunque sono negato per i titoli quindi forse ho detto solo una cretinata, comunque tutto molto soggettivo...come sempre.Ciao e complimenti



 

   
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