@roberto cicchiné

@roberto cicchiné

Mi trovo spesso ad osservare foto che non sono solo fotografie, scatti che pur essendo la semplice rappresentazione della realtà, sono fortemente voluti e cercati, per non dire creati dall’autore.
Alcuni, come me del resto, spesso usano programmi di fotoritocco per comporre immagini, magari unendo più scatti per ricreare situazioni difficili o impossibili da trovare in natura, nella realtà di tutti i giorni. Continua a leggere »

©paola congia

©paola congia

Appena qualche settimana or sono Paola ci confessava che era in “crisi fotografica”, che non riusciva più a scattar foto, che si sentiva priva di ispirazione. Un accadimento normale e frequente tra noi fotoamatori. Che nella maggior parte dei casi va preso come una pausa naturale, fisiologica, umana. E che nella maggior parte dei casi si dissolve così come è arrivato, spesso aprendo spazi nuovi e più vitali nel nostro modo di vedere fotograficamente, nel nostro percorso creativo, nel nostro impulso insopprimibile ad esprimerci attraverso questo mezzo. Et voilà, eccone qui un esempio lampante. Continua a leggere »

© catalina filip

© catalina filip

Il reportage è quasi una missione se fatto con trasporto e coinvolgimento e non per semplice e fredda cronaca.
Reportage è anche la serie di foto che facciamo di una vacanza, di una comunione, di una festa paesana…
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©amleto sartorato

©amleto sartorato

Fotografare la realtà come essa appare, nuda e cruda, nel modo più realistico possibile oppure manipolarla e soggiogarla alla fantasia del fotografo? Due scuole di pensiero, entrambe valide, entrambe molto piacevoli se fatte bene. Lo stesso problema lo sollevarono gli impressionisti in pittura. Dipingere il reale o darne solo una impressione emotiva, filtrata dalla sensibilità dell’artista?
I primi fotografi erano entusiasti per quanto potevano, più velocemente e più dettagliatamente, rappresentare la realtà rispetto ai pittori. Anche se ovviamente il colore non era ancora possibile catturarlo, ma persone e cose venivano immortalati in maniera fedele e questo fece breccia nella gente di allora. Continua a leggere »

©Simona Durzu

©Simona Durzu

Aldilà dell’aspetto puramente tecnico, che con l’era digitale non è proprio solo della macchina fotografica, ma anche del saper più o meno usare i vari programmi di fotoritocco, quello che resterà invariato nel tempo è l’aspetto puramente emotivo, il gusto, la bellezza della semplicità, l’eleganza e la ricerca dell’autore di saper trasmettere e condividere un pensiero, un concetto, un aspetto poetico. Continua a leggere »

©Saro DI Bartolo

©Saro Di Bartolo

Tecnica e idee.
Quando il fotoamatore ha un’idea e riesce a realizzarla esattamente come l’aveva concepita, sapendo come fare e non affidandosi alla casualità, raggiunge lo stadio che per definizione comune si appella con il titolo di fotoamatore evoluto.
Il fotoamatore si deve prima applicare, cercando di acquisire al meglio la tecnica per poi poterla utilizzare nella realizzazione di proprie personali idee, progetti ed esperimenti, magari innovativi. Questo è utile a crearsi un proprio stile, per avere una propria strada da seguire, nella quale trovare soddisfazione e risultati sempre migliori. Continua a leggere »

@Luigi Piccirillo

@Luigi Piccirillo

L’istinto del cacciatore.
In ogni uomo c’è il primordiale istinto del cacciatore, per la sopravvivenza.
In alcuni si è quasi ormai perduto del tutto, in altri è sempre molto forte, ecco perché tanti di noi ancora oggi praticano la caccia con immenso piacere, quella vera, con fucile e uccisioni di animali. Continua a leggere »

©furio nuti

©furio nuti

La fotografia spesso è la storia bloccata in un attimo privato che così diventa eterno e pubblico.
Ma questo stesso attimo fissato per sempre diventa a sua volta una storia, raccontata attraverso tutto quello che viene compreso nel fotogramma. Sta in chi guarda leggerne i risvolti, apprezzarne le emozioni rivelate, ma soprattutto sta a chi fotografa riuscire a far sì che un semplice attimo di vita diventi una vita in un attimo. Continua a leggere »

S'ì fosse foco

S'ì fosse foco

Spesso mi trovo a dire della difficoltà che incontro per scegliere la foto da recensire e questo è un merito del sito o meglio degli utenti di MicroMosso che postano in grande quantità foto veramente belle.
Ricordo che le foto vengono da me visionate prima dal calendario, dove non posso sapere il nome dell’autore, anche se (è inutile negarlo) tante le riconosco a prima vista, infatti alcuni fotografi hanno acquisito una certa personalità che traspare dai loro scatti, poi quelle che mi colpiscono le apro e se posso anche in full screen.
Non mi curo se sono state già premiate in qualche contest o segnalate come foto del giorno o altro, mi preme solo portare alla ribalta quelle foto che secondo me possono insegnare qualcosa a tutti noi o quantomeno farci riflettere. Unica avvertenza che tengo presente è quella di non far passare troppe foto dello stesso autore, per cui se nella prima scelta vi sono autori già recensiti, passo ad uno ancora non portato in Home Page.
Capita così d’imbattermi in più foto belle e di dover decidere tra una rosa di tre-quattro foto e qui sta la difficoltà, anche perché magari scarto quella di un autore che non ha grandi quantità di foto postate, oppure scelgo quella di utenti-meteore che non sono più attivi nella comunità. Continua a leggere »

L'auratecno

L'auratecno

Nasce prima la foto o l’idea?
Ci sono casi in cui si scatta una foto e solo dopo averla vista balena in noi l’idea, magari un titolo appropriato che doni un senso spesso ironico o intelligente, triste o allegro, malinconico o tragico.
Altre volte invece vedendo una strana o interessante situazione, per esempio un manifesto contro il fumo con davanti un fumatore oppure un anziano col bastone che entra in un tunnel buio e così via, scatta l’idea fotografica. Continua a leggere »

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