IL Pedone

IL Pedone

Non so quanto la foto che presento oggi sia artefatta, ma non ha importanza ai fini di una valutazione
estetica dell’immagine. Ha importanza però e può acquistare valore, se essa è frutto di una consapevole
attesa e di una cattura dal “vivo” per così dire; forse ne avrebbe meno se fosse data dal caso…
Avrebbe meno valore se fosse fatta con fotomontaggio su carta, da due negativi, facendo doppie
esposizioni, usando maschere di cartoncino e tanta pazienza?…
Oppure fatta in quattro e quattr’otto col computer?? Considerazioni retoriche ed obsolete, ormai…
Nell’era del digitale c’è spazio per tutto e ogni elaborazione al fine di creare una foto, o se preferite un’immagine,
deve essere ammessa altrimenti saremmo costretti a dividere la fotografia vera (quella analogica, a pellicola)
dalla fotografia intermedia (digitale, ma con le regole dell’analogico) e digitale, libera a tutte le elaborazioni.
Però bisogna ricordare che nell’era analogica non è che non vi fossero fotografi che sperimentavano,
facevano fotomontaggi, truccavano la realtà in ogni modo e cercavano di sfruttare i mezzi a disposizione per
creare fotografie (o immagini se preferite) nuove. Ricordate poi che con l’avvento delle prime foto a colori i puristi
di allora storsero il naso, “il colore toglie la poesia ai fotografi”… Dissero. La vera fotografia è il bianco e nero,
il colore è la semplice rappresentazione della realtà come essa appare e non lascia spazio all’immaginazione,
alla sensibilità di ognuno, appiattisce tutti al solo contemplare la verità nuda e cruda… Furono le critiche mosse
dalle cariatidi di allora.
Un po’ come in poesia quando si passò dalle rime imprigionate nella metrica, alla libertà assoluta nello scrivere,
alla ricerca di qualcosa di nuovo e diversamente emotivo.
Insomma, tutto ciò per dire che solo chi non riesce a vedere altre la punta delle proprie scarpe, non intraprende
un cammino nuovo.
Detto questo, l’immagine di oggi che è di Giuseppe Basile, mostra quanto sia bello e semplice comporre una
fotografia con pochi elementi, basta un punto di ripresa diverso dal solito ed il gioco è fatto. Questa foto, fatta da
un diverso livello, non avrebbe avuto lo stesso impatto. La bellezza dell’immagine sta nel contrasto della figura
umana quasi schiacciata sulla scacchiera rigorosamente in bianco e nero, che trasmette un chiaro messaggio,
leggibile senza dubbi e senza disturbi.
Il fatto che all’interno di una cornice nera, l’autore, abbia ritagliato in modo da far tornare graficamente la
disposizione degli spazi e le linee, aggiunge quel tocco d’insolito, ma piacevole alla vista, che non guasta mai
se fatto con criterio e gusto.
Una foto dove l’uomo ben collocato nel fotogramma, pare rimanere ingabbiato ed oppresso dall’enorme scacchiera
e questo effetto può essere dato solo da quel particolare punto di ripresa. Complimenti a Giuseppe per la bella
prova di composizione e realizzazione, ma soprattutto per l’idea, fosse anche “solo” frutto di un progetto realizzato
al computer, con parti realizzate fotograficamente e parti realizzate in grafica digitale.
Consiglio della settimana: provate a fare la stessa foto da due punti di vista diversi, sdraiatevi per terra o montate
su una sedia o meglio su una scala! Poi fatemi sapere… :-)

Alberto Gianfranco Baccelli
(bagdesign)

1 Commento to “Il Pedone di Giuseppe Basile”

  1. Wavatar Giuseppe Basile scrive:

    Ringrazio di cuore per aver scelto la mia foto….mi fa molto piacere.

    giuseppe

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