Una delle cose più belle che possa capitare ad un fotografo è di riuscire ad unire due passioni, come ad esempio fotografare il calcio, oppure fotografare il balletto, oppure l’opera, oppure i concerti di musica.
Sicuramente la nostra voglia di far bene ci porterà a sviluppare al meglio la tecnica, cercando da prima di imitare i grandi fotografi delle riviste patinate, oppure un bravo fotoamatore che abbiamo visto su un sito, magari proprio qui su MM, e che ci è piaciuto in particolar modo. Di esempi di bravi fotoamatori di scena, per così dire in generale, qui nella nostra community ce ne sono stati e ce ne sono diversi, alcuni hanno fatto da capiscuola, da maestri, da esempio, altri sono diventati loro bravi allievi e poi hanno spiccato il volo da soli. Questa è anche l’importanza dei vari siti di fotografia: l’opportunità di osservare, sperimentare e imparare avendo l’umiltà di ascoltare, confrontarsi e seguire l’esempio di altri più bravi di noi.
Nessuno nasce imparato.
E’ più che logico che per questo tipo di fotografie l’attrezzatura sia fondamentale. Non si può andare ad un concerto o ad uno spettacolo qualsiasi, muniti di compatta e sperare di tirar fuori capolavori. Le luci, la distanza, spesso il caos, la disposizione del palcoscenico, il pubblico ed altre difficoltà sarebbero insormontabili.
Una reflex, analogica con una pellicola ad alta sensibilità (1600 ASA) o digitale alzando gli ISO al massimo (anche 3200) ed un obiettivo all’altezza: tipo uno zoom (mm.70-200 per esempio) molto luminoso (f2,8) e con lo stabilizzatore (VR).
Parleremo, però, in altri luoghi di queste caratteristiche prettamente tecniche, adesso occupiamoci della foto di questa settimana.
Una foto molto bella, che ha già riscosso tanti onori anche qui su MM. Una foto ben fatta, dove il gusto e la passione vengono fuori alla grande. Come un ritrattista, o meglio ancora un caricaturista, il nostro amico Stefano Landi ha saputo cogliere e portare all’attenzione di tutti i principali elementi distintivi di questo bravissimo musicista americano scomparso lo scorso anno alla bella età di 81 anni. Un suonatore di jazz avvolto dal buio, un fascio di luce illumina solo il viso con il caratteristico copricapo e i grandi occhiali, ed il suo amato strumento; un sassofonista non può essere che descritto così, circondato dalla sua musica che va a riempire il nero intorno e lo avvolge quasi fondendosi con lui in un tutt’uno armonico, ed il suo strumento luccicante che si staglia nel buio, stretto nelle mani, o meglio accarezzato. Pochi elementi, sapientemente colti e ben composti in un fotogramma che racconta molto del personaggio e della sua musica. Uno scatto che ci trasporta nella classica atmosfera del concerto jazz, poche luci e tante note, tante emozioni…
Le condizioni di scatto estreme, ormai per Stefano, non hanno più segreti e lui è riuscito, ancora una volta, con maestria e gusto a dominarle e carpirne, anzi, il piacere visivo che esse solamente sanno creare.
Stefano Landi è uno di quelli che ha fatto il salto della barricata, come si dice…
Da prima ha seguito la sua passione, osservato i bravi fotografi, imparato con umiltà e costanza ed in poco tempo ha cominciato ad essere pronto per vendere le proprie fotografie. Complimenti a lui.

Alberto Gianfranco Baccelli
(bagdesign)

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